Muri D'assenzio Testo

Testo Muri D'assenzio

Vasco Rossi, il Live Kom ‘016 parte da Lignano Sabbiadoro
Muri d'assenzio dentro di noi,
Sorgeva un alba livida.
Dal fronte del porto il fuoco iniziò,
Sgomenti e scaltri sguardi che
Ci si scambiò.
Ma non si tremò, benché sbronzi.

Una compagine strana, la Legione Fiumana,
Con l'ardore incosciente che trascende il presente,
Gioia, bestemmia e abbandono in un unico dono,
Che degnifica al pari Patria e donne volgari.

Però di quante tormente sono stato sorgente,
Sul bordo di quanti vulcani mi sono bruciato le mani,
Quali alcove agognate nottetempo ho violate,
Vita come incursione e sedurre è un'opzione.

Muri d'assenzio e tabacco per noi.
Quel forte e buon macedone,
Un sogno che sfuma nel piombo, si sa,
Val bene un'avanguardia estetica,
Ma ora è la Realtà … All'armi!

Ma già l'artiglieria il sogno spazzava via.
Tra la folla impazzita io la scorsi, smarrita.
La bruna avventuriera con la bocca da fiera,
Disse: “Maggiore, io resto. Dove è Lei lì è il mio posto”.
Ed io: “Si metta in salvo, tra un po' qui farà caldo”.
Ci fu un unico bacio, ne ebbi il sangue incendiato,
“Ora vada, perdio! Che qui è affare mio,
E, se il Cielo ci assiste, ci vedremo a Trieste”.

Col suo profumo ancora nelle nari
Incontrai il mio destino con tanti miei pari,
E un' infilata di “fuoco fratello”
Mi colse di schiena e mi snudò il cervello…
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