Margini Non Codificati Testo

Testo Margini Non Codificati

Fabio Rovazzi: arriva l’accusa di plagio
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Il passato dentro scatole di cemento e metallo esercitava i nostri cuori alla disciplina dei padroni
In futuro, attraverso mille occhi l'angoscia di esser sempre osservati sale ancora, sotto controllo
Reclusi in labirinti di ferro ed ingranaggi
Lei ha negli occhi qualcosa di imprevisto
Ruote dentate come divinità supreme
Lei ha nascosto il suo cuore tra le spire della folla
Che non può carpire il suo segreto
Parola d'ordine: sabotaggio!
E non vede chi freme tra le ombre
Presto, creature del buio, sta arrivando il nuovo giorno
Tu, ancora viva nel segno del caos, un virus nell'oscurità
Tu, ancora viva, margine non codificato, fiero residuo della pratica normante
Tra corpi inermi esercitati dalla disciplina
Sfidi lo sguardo dei mille carcerieri elettrici
Sfida lo sguardo dei mille carcerieri
Combattere il potere con la forza del numero
Scolpire con i fiori un epitaffio per il loro mondo
Lei non può svelare il suo segreto
Parola d'ordine: sabotaggio!
Lei non può confessare le sue colpe
Il futuro ha bisogno di uno sguardo indomito senza esitazioni
Tu, ancora viva nel segno del caos, un virus nell'oscurità
Tu, ancora viva, margine non codificato, fiero residuo della pratica normante
Voi, nuclei rivoluzionari in epoca di restaurazione!
Voi, buchi neri dell'autocoscienza del sistema!
Voi, nemici giurati di ogni ordine costituito!
La storia viaggia assieme a voi!
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