Il Ponte Testo

Testo Il Ponte

Sanremo 2016, i favoriti sono Deborah Iurato e Giovanni Caccamo
Il ponte fu costuito da generosi operai,
cominciarono con lo scavare nel fiume,
che disperato si ribellava, i cassoni, i piloni,
profanavano l'aspetto segreto delle sue molte dune.

E la gente li guardava da due rive opposte,
con una strana perplessità i bianchi ed i neri,
che non si erano mai conosciuti,
tranne quelli del guado di notte,
che imprecavano già eliminati,
già proprio loro i contrabbandieri.

Ed il ponte nasceva tra l'angoscia e la terra,
come sospeso tra il cielo e l'inferno,
aumentava ogni giorno di un quadrato di ferro,
ma qualcuno già cercava all'interno,
già qualcuno scappava all'interno.

Il fiume pertanto si sentiva violato,
la sua forza, la sua legge dov'era?
In quale orrore di pace e che promesse di guerra
veniva ad affaticare la sua giusta divisione
tra una terra e un'altra terra.

Lui che aveva sempre lasciato passare
solo il fiore del fiore degli anni,
uomini forti e cavalli innamorati
e una voglia, una voglia di donne
che non si era mai preoccupata di affanni.

E il ponte nasceva maestoso imponente,
tra due argini come una violenza,
la fatica alla fine sembrava una sorella,
sembrava impossibile averne mai fatto senza,
sembrava impossibile ormai farne senza.

Sembrava impossibile agli operai,
sembrava impossibile agli architetti, ai maestri costruttori,
che nessuno prima ci avesse pensato,
alla bellezza di ponte metallico,
ad un ponte che unisse la distanza infinita
tra due ordini di cuori.

Sembrava impossibile a tutti ma,
in un minuto, comprese il nemico
avverti la paura,
lo sguardo sereno, lo sguardo sereno del muto.
Questo sito web utilizza cookie di profilazione di terze parti per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze e per migliorare la tua esperienza. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scrollando la pagina o cliccando qualunque elemento sottostante acconsenti all'uso dei cookie.