Battista, il rapper senza ritornello che sta riscrivendo le regole dell’hip hop italiano

  • 02 OTTOBRE 2026 20:03
Battista, il rapper senza ritornello che sta riscrivendo le regole dell’hip hop italiano

Fino a pochi giorni fa il nome di Battista diceva poco o nulla al pubblico dell’hip hop italiano. Oggi, invece, è uno degli esordi più discussi del momento. Il motivo è una canzone che, sulla carta, sembra costruita contro quasi tutte le regole del rap contemporaneo: non ha un ritornello, non ha un vero beat e rinuncia a gran parte degli elementi che normalmente trasformano un brano rap in un potenziale successo.

Si intitola Battista, proprio come il misterioso artista che l’ha scritta, e ha per accompagnamento soltanto il suono di ciaramelle e zampogne, strumenti legati soprattutto alla tradizione musicale popolare del Sud Italia. Sopra questa trama scarna arriva una voce che alterna italiano e dialetto napoletano, raccontando una storia familiare tutt’altro che convenzionale.

Il protagonista è ancora nel grembo materno quando i suoi genitori incontrano un medico che cerca di convincerli a interrompere la gravidanza. Il testo mette in scena quel momento con una scrittura che passa dal linguaggio clinico alla poesia, fino a versi di notevole forza: «È una translucenza nucale notevole, e questo purtroppo va detto, avrà la sindrome di Down se il test è corretto, e c’è un buon 90 per cento».

È proprio questa combinazione di crudezza narrativa, dialetto e ricerca poetica ad aver attirato l’attenzione di alcuni dei nomi più importanti del rap italiano. Dopo che Battista ha pubblicato la prima strofa su Instagram, il 25 settembre, sono arrivati gli apprezzamenti di Marracash, Frankie hi-nrg mc, Gemitaiz e Geolier. Anche Roberto Saviano ha dedicato all’artista un post, definendolo «un poeta hip hop».

Nel frattempo, il video ufficiale ha superato le 150mila visualizzazioni su YouTube, numeri particolarmente significativi per un esordio arrivato praticamente dal nulla. E il video contribuisce a costruire un personaggio enigmatico: Battista appare mentre pulisce il pavimento di una chiesa, vestito da inserviente, circondato da figure immobili. La regia è di Alfredo Maddaluno, autore e produttore che ha lavorato anche con Colapesce Dimartino e Meg. L'estetica è minimale, inquieta, quasi horror.

Dietro il mistero, però, esiste una storia musicale già avviata. Battista è infatti Andrea Parisi, originario della provincia di Caserta. Il suo produttore è il fratello Matteo Parisi, attivo nell’area della musica alternativa e collaboratore della cantautrice napoletana La Niña, Carola Moccia.

E “Battista” non è nemmeno il primo esperimento dei due fratelli. Nel 2020 Andrea e Matteo avevano formato i Laxxard, progetto hip hop dalle sonorità molto più elettroniche e sperimentali, con testi in inglese. Anche allora l’identità visiva era stata curata da Maddaluno, a conferma di una rete creativa che oggi sembra trovare una nuova direzione.

La vera curiosità, dunque, è capire cosa succederà adesso. Perché Battista non sembra semplicemente l’ennesimo nuovo rapper: il suo esordio sta trasformando l’assenza di regole commerciali in una precisa scelta estetica. E, almeno per il momento, il pubblico sembra aver deciso di ascoltare.

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