Nick Cave guarda i Cure. E per una sera la rockstar torna fan

Ci sono concerti che non si guardano dal backstage. Si guardano da fan.
È quello che è successo a Göteborg, durante l’ultima edizione del festival Way Out West, dove Nick Cave & The Bad Seeds hanno deciso di trasformarsi, almeno per una sera, da protagonisti a spettatori. Dopo aver infiammato l’Azalea Stage con un set di circa due ore, Cave e soci sono rimasti nell’area dei palchi principali per assistere al concerto dei Cure, chiamati a chiudere la serata.
Una scena quasi cinematografica: due delle formazioni più longeve e influenti della musica contemporanea nello stesso festival, con una band che, terminato il proprio show, si ferma semplicemente per vedere suonare l’altra.
E non una band qualsiasi.
Nick Cave, dall’altra parte del palco
La particolare configurazione del Way Out West ha reso possibile il piccolo incontro a distanza. I due palchi principali, Flamingo e Azalea, sono infatti collocati uno accanto all’altro.
Così Nick Cave, Warren Ellis e il resto della crew hanno potuto seguire da vicino il live di Robert Smith e compagni.
A raccontare il momento è stato proprio Warren Ellis, polistrumentista e storico collaboratore di Cave, che ha pubblicato sui social fotografie e video della band mentre assisteva al concerto.
Il messaggio dedicato a Robert Smith diceva tutto: “Smithy, you’re the best”.
Ellis ha anche ricordato di aver visto i Cure per la prima volta nel 1984, lasciando intendere che quella passione non si è mai affievolita. Anzi: l'idea è continuare a guardarli suonare “ancora e ancora e ancora”.
Un'ammirazione che viene da lontano
La scena di Göteborg non è quindi un semplice episodio da festival. Tra Nick Cave e i Cure esiste una stima che attraversa decenni di musica alternativa, post-punk e rock.
Lo stesso Cave ne aveva parlato pochi mesi fa sul suo blog The Red Hand Files, rispondendo a un fan che gli chiedeva quali fossero gli svantaggi dell'essere una “vecchia rockstar”.
In quell'occasione il musicista aveva raccontato con il suo consueto humour un incontro a Odense con due anziani fan dei Cure. Il riferimento alla band di Robert Smith gli aveva offerto anche l'occasione per una riflessione sull'età e sull'immagine della rockstar.
E, soprattutto, per confessare che quella stessa giornata l'aveva conclusa in hotel ascoltando i dischi dei Cure.
Il rapporto ritrovato con l'estetica goth
C'è anche un altro elemento interessante nel rapporto tra Cave e l'universo dei Cure: quello con la cultura goth.
Un immaginario che il musicista australiano non ha sempre sentito vicino. Anzi, in gioventù ne prendeva le distanze.
Con il passare degli anni, però, qualcosa è cambiato.
In un'intervista a NME, Cave aveva raccontato di provare oggi un particolare romanticismo per i goth e per la loro capacità di resistere nel tempo.
Ed è forse proprio questa parola — resistenza — a descrivere meglio il legame tra artisti come Cave e Smith.
Entrambi hanno attraversato generazioni, mode, trasformazioni dell'industria e rivoluzioni musicali senza smettere di essere riconoscibili.
I Cure ripartono da Songs of a Lost World
Il momento scelto per questo incontro non è casuale. I Cure stanno vivendo una nuova fase particolarmente intensa della loro carriera.
Nel 2024 è arrivato Songs of a Lost World, il primo album in studio della band dopo ben 16 anni di attesa. Un ritorno accolto con grande entusiasmo e che ha portato al gruppo anche i primi Grammy della carriera.
Ma Robert Smith non sembra intenzionato a fermarsi.
Il frontman ha già parlato di nuovo materiale e di un progetto successivo, mentre sarebbe in lavorazione anche un ulteriore album caratterizzato da sonorità più pop.
Insomma, Songs of a Lost World potrebbe non essere stato un punto d'arrivo, ma soltanto l'inizio di un nuovo capitolo.
Anche Nick Cave guarda avanti
Dall'altra parte del palco, anche Nick Cave e i Bad Seeds arrivano da una fase particolarmente fortunata.
La band ha recentemente stabilito un record importante a Brighton, esibendosi davanti a circa 50mila persone in quello che è stato indicato come il più grande evento a pagamento mai organizzato nella città inglese.
Sul palco è salita anche Kylie Minogue, per una nuova esecuzione di Where the Wild Roses Grow, brano che nel 1995 aveva segnato uno degli incontri più celebri della carriera di entrambi.
Il tour europeo dei Bad Seeds è ormai diretto verso la conclusione, prevista a fine agosto a Parigi. E Cave ha già lasciato intravedere la possibilità di un nuovo lavoro: il musicista avrebbe infatti iniziato a “pasticciare” in studio, senza però trasformare ancora queste sessioni in un progetto definito.
Quando le rockstar diventano fan
La vera notizia, però, resta quell'immagine a Göteborg. Nick Cave ha appena finito di suonare davanti a migliaia di persone. Potrebbe tornare nel backstage, rilassarsi, incontrare la stampa o semplicemente lasciare il festival. Invece rimane. E guarda i Cure. Anche le rockstar hanno le proprie rockstar.


