U2: Larry Mullen è tornato. E il silenzio sta per finire

Ci sono band che cambiano formazione continuamente e band che, nel corso degli anni, diventano qualcosa di più della somma dei propri musicisti.
Gli U2 appartengono alla seconda categoria.
Per quasi mezzo secolo il loro nome è rimasto legato a quattro persone: Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. Una formazione che ha attraversato decenni di musica senza perdere nessuno dei suoi elementi fondatori.
Poi, per un periodo, quel meccanismo si è interrotto.
Larry Mullen ha dovuto fermarsi per affrontare importanti problemi fisici e un lungo percorso di recupero. Gli U2 hanno continuato a suonare, ma per la prima volta nella loro storia recente lo hanno fatto senza uno dei quattro.
Oggi quella parentesi sembra essersi chiusa.
Nel 2026 Larry è tornato accanto agli altri membri della band e il cinquantesimo anniversario degli U2 arriva così in una situazione che, fino a poco tempo fa, sembrava tutt'altro che scontata: il gruppo è di nuovo al completo.
E la musica è già ripartita.
Tutto cominciò da una bacheca
Per capire perché il ritorno di Larry Mullen abbia un peso particolare bisogna tornare a Dublino, al 1976.
Mullen aveva quattordici anni quando mise sulla bacheca della Mount Temple Comprehensive School un annuncio destinato a diventare uno dei documenti più importanti della storia degli U2: cercava musicisti per formare una band.
La frase era essenziale: “Drummer seeks musicians to form band”.
Il 25 settembre di quell'anno alcuni ragazzi si ritrovarono nella cucina della casa di Larry, ad Artane. Tra loro c'erano Adam Clayton, David Evans — che sarebbe diventato The Edge — e Paul Hewson, il futuro Bono.
Non erano ancora gli U2.
Erano adolescenti che stavano cercando di capire se potevano diventare una band.
All'inizio si chiamavano Feedback.
La storia avrebbe fatto il resto.
Quattro musicisti, un'unica formazione
La particolarità degli U2 non è soltanto la loro longevità.
È il fatto che quella formazione sia rimasta invariata.
Mentre molte delle grandi band della loro generazione hanno attraversato separazioni, cambi di musicisti e nuove formazioni, gli U2 hanno continuato a essere Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen.
Il ruolo di Mullen è stato centrale proprio perché meno esposto rispetto a quello di Bono.
Il cantante è diventato il volto della band. The Edge ne ha definito una parte fondamentale dell'identità sonora. Adam Clayton ha costruito, insieme a Mullen, una delle sezioni ritmiche più riconoscibili del rock degli ultimi cinquant'anni.
Larry, invece, è rimasto spesso sullo sfondo.
Ma è dalla batteria che la band ha costruito una parte essenziale del proprio linguaggio.
Non è soltanto una questione di tecnica.
È una questione di equilibrio.
Gli U2 hanno sempre funzionato anche perché quei quattro musicisti hanno imparato a conoscersi in profondità, attraversando insieme praticamente tutta la loro vita adulta.
La prima volta senza Larry
Nel 2019, a Mumbai, Mullen ha suonato con gli U2 per l'ultima volta prima del lungo stop.
Negli anni successivi i suoi problemi alla schiena e alla zona cervicale hanno reso necessario un percorso medico e riabilitativo che gli ha impedito di affrontare il lavoro richiesto da una produzione come quella degli U2.
Quando la band ha iniziato la residency alla Sphere di Las Vegas, dunque, Larry non era disponibile.
Al suo posto è arrivato Bram van den Berg.
La scelta ha permesso agli U2 di continuare l'attività dal vivo, ma ha anche reso evidente quanto fosse particolare la situazione.
Per la prima volta, una band abituata da decenni a presentarsi come un quartetto si trovava davanti al pubblico con un musicista diverso dietro la batteria.
E in quel contesto assume un significato particolare ciò che Bono disse il 1° marzo 2024 alla Sphere, rivolgendosi proprio a Mullen, presente tra il pubblico: “That is the man who pinned the note on the notice board.”
Non era soltanto il ricordo di un episodio del 1976.
Era il riconoscimento del ruolo avuto da Larry nell'origine stessa degli U2.
Il 2026 cambia la storia
Il nuovo capitolo è iniziato sul piano discografico il 18 febbraio, con Days of Ash, un EP di sei tracce prodotto da Jacknife Lee. Il progetto è stato presentato dagli U2 come una raccolta autonoma di cinque nuove canzoni e una poesia, realizzata in vista dell'album previsto per la fine del 2026.
A marzo è tornata anche Propaganda, la storica pubblicazione legata al fan club della band.
Il progetto editoriale dedicato a Days of Ash è andato oltre il semplice materiale promozionale, raccogliendo interviste, contenuti dietro le quinte e approfondimenti sulla realizzazione delle nuove canzoni. A settembre U2.com ha annunciato anche l'arrivo del pacchetto speciale destinato agli iscritti, con la rivista e il CD dell'EP, oltre a una seconda edizione di Propaganda dedicata a Easter Lily.
Sono tutti elementi che raccontano una band tornata a lavorare con continuità.
Ma il segnale più importante è arrivato dalle immagini.
Città del Messico, di nuovo in quattro
A maggio gli U2 sono comparsi a Città del Messico.
Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen.
Tutti e quattro.
La band era nella capitale messicana per girare il video di Street of Dreams, allora ancora inedito.
Le riprese hanno portato il gruppo sul tetto di uno scuolabus decorato dall'artista Chavis Mármol, davanti a una folla di fan. Il maltempo ha persino costretto la produzione a interrompersi quando un temporale ha danneggiato un generatore; in seguito una famiglia del posto ha accolto i quattro musicisti nel proprio appartamento, dove sono state realizzate altre riprese.
La scena dello scuolabus ha inevitabilmente ricordato un'altra immagine storica degli U2: quella della band sul tetto di un edificio di Los Angeles durante le riprese di Where the Streets Have No Name nel 1987.
Ma il confronto più interessante non riguarda la location.
Riguarda la formazione.
A Città del Messico gli U2 erano di nuovo quattro.
E Larry era di nuovo lì.
“Street of Dreams” apre il nuovo capitolo
Il 7 luglio Street of Dreams è diventata ufficialmente la prima canzone estratta dal nuovo album degli U2, il primo disco di studio della band dopo nove anni. La produzione è affidata ancora una volta a Jacknife Lee.
Il brano è stato presentato ufficialmente come una nuova registrazione degli U2 nella loro formazione originale.
È un dettaglio tutt'altro che secondario.
Perché il ritorno di Larry non è rimasto confinato alla dimensione simbolica. Non si tratta soltanto di rivedere quattro amici insieme davanti a una telecamera.
Larry è tornato a far parte del processo creativo.
È tornato nella musica.
Ed è proprio questo che rende il 2026 diverso dagli anni precedenti.
E poi è arrivato “Silence”
Nel frattempo, una nuova parola ha iniziato a circolare tra i fan: Silence.
L'interesse è nato anche da una frase pronunciata da Bono durante il periodo delle riprese messicane, quando aveva chiesto a un fan se avesse sentito Silence attraverso i muri o soltanto Street of Dreams.
All'epoca non c'erano elementi sufficienti per stabilire se Silence fosse effettivamente una nuova canzone degli U2.
Ora, però, il quadro è cambiato.
Il 22 settembre 2026 sono stati diffusi i primi secondi della nuova canzone, alla vigilia del cinquantesimo anniversario della band. La traccia si inserisce nel percorso inaugurato da Street of Dreams verso il prossimo album.
Quella che pochi mesi fa poteva sembrare soltanto una frase sfuggita a Bono è diventata quindi parte concreta del nuovo capitolo degli U2.
Cinquant'anni dopo, la storia continua
Il 25 settembre 2026 gli U2 raggiungono un traguardo che poche band nella storia della musica possono raccontare: cinquant'anni dalla nascita del gruppo.
Non cinquant'anni di carriera con formazioni diverse.
Cinquant'anni con gli stessi quattro musicisti al centro della storia.
Tutto era cominciato con un adolescente che aveva appeso un annuncio su una bacheca scolastica.
Quel gesto aveva messo insieme quattro ragazzi che ancora non sapevano suonare davvero come una band.
Da quella cucina di Dublino sarebbero arrivati Boy, War, The Joshua Tree, Achtung Baby, gli stadi, le tournée mondiali e una carriera capace di attraversare generazioni.
Oggi, mezzo secolo dopo, la notizia più importante non è soltanto che gli U2 stanno preparando un nuovo album.
È che Larry Mullen è tornato.
La sua assenza aveva segnato una parentesi senza precedenti nella storia del gruppo. Il suo ritorno restituisce alla band la formazione con cui tutto è cominciato e con cui, per cinquant'anni, gli U2 hanno costruito la propria identità.
Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen.
Di nuovo insieme.
Quattro musicisti che hanno iniziato come adolescenti in una cucina di Dublino e che, cinquant'anni dopo, si preparano a entrare in quello che potrebbe essere uno dei capitoli più particolari della loro storia.
La differenza è che stavolta non stanno cercando una band.
La band l'hanno già trovata.


