Giorgio e Piero Testo

Testo Giorgio e Piero

Fabio Rovazzi: arriva l’accusa di plagio
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Il luminoso pomeriggio d'aprile era ormai terminato,
quando Giorgio e Piero si risvegliarono imprigionati nelle segrete.
Per farsi coraggio si inserirono vicendevolmente il pene nell'ano,
quando ad un tratto videro un piccolo soldo di cacio avvicinarsi.
Era il nano Gurth, che sbuffando dalle enormi froghe li libero' :
per sdebitarsi, i due gli regalarono un tozzo di pane ed un piccolo crogiuolo.
"Potrai forgiarci cio' che vuoi ", gli dissero.
Una festosa salva di peti saluto' la loro partenza...
"Ma dove andrete ?", domando' Gurth
"Andremo alla ricerca del pene d'ebano "

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