Non lanciarmi addosso
che non sono capace di capire le cose.
Non mi lanciare contro
l'ostinata gravidanza di mamma ignoranza.
Oggi per te la mia mano è
la tua avidità.
Non gridarmi addosso
ogni luogo comune di cui sei portavoce.
Non mi gridare contro
frustrazione condita con rara saggezza.
Oggi per te il mio udito è
è un riflesso impietoso,
nitida eco della tua sordità.
Non sputarmi addosso
una tabula rasa di ubriachi sensi di colpa.
Non mi sputare dentro
che io sono il veleno e tu l'acqua santa.
Oggi per te il mio volto è
è un riflesso impietoso,
limpido specchio della tua cecità.
Oggi per te la mia mano è
è un'ingorda mercenaria,
sensibile solo al tatto dei soldi,
i soldi:
l'unica cosa che mi puoi dare, l'unica cosa che posso avere, l'unica cosa che voglio avere;
l'unica cosa che mi puoi dare, l'unica cosa che posso avere, l'unica cosa che voglio avere;
l'unica cosa che mi puoi dare, l'unica cosa che posso avere, l'unica cosa che voglio da te.
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